09
Gen
08

CONTRIBUTO ALL’IPOTESI DI INDIRIZZI CULTURALI dell’ASSOCIAZIONE ARTEMISIA ITINERARI D’ARTE

 In relazione a quanto indicato nell’ipotesi di progetto politico individuata da Mario Mossi, Artemisia individua i seguenti punti:

1) In relazione al valore della Consulta:

Oltre al semplice valore consultivo, sarebbe opportuno che avesse un atteggiamento propositivo tale da poter influire sulle scelte del Municipio relative alle politiche culturali e sociali del territorio.

2) In relazione ai campi d’intervento:

Qualunque intervento possa contribuire al miglioramento e allo sviluppo delle “risorse umane” del territorio può essere campo d’intervento delle Associazioni aderenti alla Consulta.

In particolare gli ambiti di intervento possono essere individuati nel settore sociale, culturale, ecologico e di attenzione al territorio.

3) Le categorie alle quali ci rivolgiamo:

A tutti i cittadini e in particolare:

ai bambini, agli adolescenti e ai giovani per quanto riguarda le politiche educative, di formazione e culturali dei diversi settori (arte, filosofia etc.), le politiche culturali e sociali rivolte agli anziani, le politiche sociali rivolte agli immigrati miranti all’integrazione nel tessuto sociale nel quale vivono e lavorano, le politiche sociali rivolte a tutti coloro che vivono una situazione di emarginazione e di disagio.

4) Tali progetti culturali possono essere realizzati:

Nelle scuole, nei centri anziani, nelle sedi delle Associazioni Culturali, nelle biblioteche e in generali negli spazi che il Municipio potrebbe mettere a disposizione delle Associazioni della Consulta al fine di promuovere tali attività.

5) Per quanto riguarda gli strumenti occorrenti per poter sviluppare un progetto culturale:

Nel caso specifico di Artemisia, Associazione che si occupa della promozione, della formazione e dello sviluppo delle suddette “risorse umane” mediante la consulenza filosofica e la consulenza filosofica attraverso l’arte e le immagini, gli strumenti occorrenti sono: una sede per poter svolgere i corsi collettivi comprendente un proiettore, supporti informatici e audio-visivi annessi, possibilità di avere a disposizione macchinari per poter stampare e/o fotocopiare materiali didattici. Nel caso di consulenze ad personam, il progetto proposto di apertura di uno sportello filosofico prevede unicamente una sede dove poter svolgere tale attività.

6) Per quanto riguarda il reperimento dei fondi per sviluppare i progetti:

Piuttosto che rivolgersi ai privati cittadini che spesso hanno bisogno di essere ‘incentivati’ alle attività attraverso iniziative gratuite, Artemisia propone di rivolgersi al Municipio, alla Provincia e alla Regione, per non escludere nessuna possibilità nell’ambito delle autorità locali, provinciali e regionali, ma anche, e forse, soprattutto per quanto riguarda progetti di nuovi settori, alla Comunità Europea.

7) Possono alcuni nostri progetti creare opportunità di lavoro e formazione professionale?

Per quanto riguarda le attività promosse da Artemisia: la formazione umana – soprattutto quella rivolta agli adolescenti e ai giovani – produce benefici sulla persona individuabili nei termini di una maggiore consapevolezza d sé e quindi una maggiore capacità di orientarsi e di proporsi come persona ‘formata’ negli ambiti lavorativi più disparati. Sempre più spesso sia il settore privato che quello pubblico, cercano persone che definiscono “autocentrante”, ovvero in possesso di tale capacità di flessibilità, adattamento e senso di adeguatezza nei vari contesti. Sfortunatamente, la formazione umana, sia in termini di corsi collettivi che in termini di tirocini privati, ha spesso un costo difficilmente sostenibile dalle famiglie dei giovani, se dunque si riuscisse a fornire tale servizio mediante finanziamento pubblico, credo che il VII Municipio potrebbe vantare un progetto pilota di formazione al lavoro di respiro veramente ‘comunitario’.

Per quanto riguarda invece le altre fasce d’età e sociali individuate, le attività promosse da Artemisia consistono nell’occuparsi di disagi esistenziali, nel fornire un aiuto nelle tensioni emotive, nel favorire la relazione tra sé e sé e tra sé e gli altri, nell’imparare, insomma, a ‘prendersi cura di sé’ attraverso il metodo d’indagine psico-filosofico di recente applicazione qui in Italia. La sperimentazione di tale ampliamento delle proprie risorse e ‘mappe mentali’ ha come conseguenza ricadute benefiche riscontrabili anche in ambito lavorativo.


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