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Nov
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Ruotalibera Teatro

Ruotalibera Teatro è presente nel panorama culturale italiano dal 1976. La sua ricerca è passata dalla fase di animazione teatrale a quella di forte impegno di formazione.
L’attenzione alle tematiche relative al mondo dell’infanzia e dei giovani segna profondamente la sua ricerca e la conduce, soprattutto a partire dagli anni ’90, verso una poetica di impegno culturale e civile tesa a dar voce alle in-fanzie di tutti coloro che non hanno parola.

A – Progetti culturali e di formazione, per bambini e adulti, stabili sul territorio
1. A partire dalla stagione teatrale 1983/84, in collaborazione con la Provincia di Roma e il Comune di Monterotondo, Ruotalibera dà vita al Centro Ricerca Teatrale Infanzia e Giovani di Monterotondo. Presso il centro si svolgono
– Rassegne di teatro ragazzi (Occhi sguardanti dal 1983 al 1994 – Le parole delle differenze, nell’ambito del progetto in collaborazione con la Regione Lazio dal 1994 al 1997)
– Produzioni speciali che presentano giovani gruppi teatrali emergenti nel panorama nazionale;
– Laboratori di formazione attorale e Seminari di aggiornamento per operatori culturali teatrali e giovani attori finalizzati alla produzione di spettacoli teatrali (L’uomo nero nel 1988, Peer Gynt nel 1989, Gli uccelli nel 1991)
– Laboratori di aggiornamento e formazione per insegnanti di scuole materne, elementari, medie e superiori;

 2. Negli anni dal 1994 al 1999 con il progetto Le parole delle differenze, in collaborazione con la Regione Lazio e i comuni di Albano, Anzio, Fiuggi, Genazzano, Monterotondo affrontiamo la problematica della crescente multiculturalità della società contemporanea attraverso una serie di spettacoli e laboratori rivolti ai bambini ai giovani e ai loro insegnanti. Il ciclo si conclude con un Convegno sullo spettacolo dal vivo per l’infanzia e i giovani organizzato a Roma nel settembre del 1999 che prelude alla nascita del centro di ricerca sulle arti dello spettacolo dal vivo Le Vie dell’Arte.

 3. A partire dal 1996 organizziamo l’Estate romana per i bambini e i ragazzi di Roma, prima a Valle Giulia, scalinata delle Belle Arti, poi a Villa Scipioni, infine a Villa Gordiani. In collaborazione con l’Arciragazzi, il Comune di Roma – Assessorati alla Cultura, alle Politiche per la Città a misura delle Bambine e dei Bambini, alle Politiche Educative, Biblioteca Centrale Ragazzi – la Regione Lazio, Assessorato alla Qualità della Vita, proponiamo tre settimane di teatro, cinema, attività laboratoriali e di formazione, spazi di gioco, spazi di lettura per i giovanissimi e per i loro genitori.

. 4. Nel 1997, nella nostra sede romana di Trastevere, apriamo La Pietra Parla, Teatro Piccolo e scuola di teatro, musica, arti visive, poesia: luogo di formazione di giovani artisti e sede di performances e piccoli eventi teatrali giunto al suo ottavo anno di vita.

 5. Nel 2000 nasce, a Frascati, Le Vie Dell’Arte, progetto di un Centro di Ricerca sui Linguaggi Scenici per l’Infanzia e i Giovani in collaborazione con il Comune la Regione Lazio, l’ETI e l’ATCL. Destinato a promuovere un rapporto permanente tra lo spettacolo dal vivo, i giovani e l’istituzione scolastica nei suoi diversi ordini (studenti e insegnanti di materne, elementari, medie e superiori) il Centro si avvale della preziosa collaborazione della musicista Giovanna Marini, che insieme a Ruotalibera Teatro, ne cura la direzione artistica.

 6. Nel 2002 si apre a Roma il secondo e più grande polo de Le Vie dell’Arte sostenuto dal Municipio Roma VI che al progetto decide di destinare uno spazio teatrale da ristrutturare nella zona del Pigneto.

B – Progetti di educazione all’intercultura
 1. Nel 1991 il progetto Rischio di non crescere ci vede accanto ad Amnesty International e al Movimento Nacional Do Meninos e Meninas De Rua: con il nostro spettacolo Scarpette rosse sulle condizioni di vita dei bambini di strada brasiliani e la mostra fotografica che lo accompagna giriamo tutta l’Italia (500 repliche in 6 anni) e l’Europa (Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Spagna) raccogliendo fondi a sostegno del movimento. Il testo tradotto in francese, spagnolo, tedesco e fiammingo, viene pubblicato, nella versione francese, da l’Ecole de loisirs, Paris, 97.

2. Nel 1992 è la volta del progetto Storie di storia urbana: insieme all’Associazione Baobab, al MCE, Nero e Non Solo, Terra Nuova realizziamo un video sulle condizioni di vita degli immigrati che vivono in Italia e proponiamo alle scuole un percorso di educazione interculturale. Anche questo progetto, insieme allo spettacolo Shish Mahal: il castello della prosperità, ispirato ai fatti romani dell’ex pastificio della Pantanella, occupato dagli immigrati tra il ‘91 e il ‘92, fa il giro dell’Italia e crea un intreccio di storie, nuovi spettacoli, video e disegni.

 3. Nel 1995 in collaborazione con Biblioteca Centrale Ragazzi del Comune di Roma produciamo lo spettacolo Racconti d’Africa. Di qui parte il progetto di ricerca Leggere ed ascoltare che mette in rete le biblioteche dei Municipi romani.

 5. Nel 2000 nell’ambito del progetto “Phara Lien: Social and Medical Assistance for Women and Children” promosso dalla Fondazione Censis in Romania attuiamo un progetto educativo di prevenzione del disagio giovanile.

6. Nel triennio 2003-2006, nell’ambito del progetto Centro di integrazione attraverso il gioco e mediazione culturale con spazio per gli incontri protetti tra i minori e la famiglia di cui siamo affidatari, avviamo un percorso di formazione alla mediazione culturale per adulti italiani e stranieri che si configura come una vera scuola di intercultura aperta al territorio. Nel 2004, 2005 e 2006 i nostri mediatori culturali propongono Laboratori educativi nelle scuole “Franceschi” e “Crispi” che coinvolgono circa 260 bambini e 25 insegnanti.

 7. Per il biennio 2006/2008 siamo affidatari, nel popoloso quartiere del Pigneto, ad alta densità di residenti migranti, del progetto a sostegno dei processi di integrazione tra italiani e stranieri Lo sguardo dell’altro finanziato dal Comune di Roma XIX Dipartimento.

Ruotalibera è iscritta nella prima sezione del Registro degli Enti e delle Associazioni che svolgono attività a favore degli immigrati istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 25 agosto 2005 con numero di iscrizione A/383/2005/RM.

C – Attività teatrale
 1. Produzioni – Soprattutto negli ultimi dieci anni, sotto la direzione artistica di Tiziana Lucattini, è l’infanzia, come condizione di differenza, di abbandono e di scandalo a segnare la nostra ricerca e gli spettacoli che produciamo. C. 1. Produzioni – Soprattutto negli ultimi dieci anni, sotto la direzione artistica di Tiziana Lucattini, è l’infanzia, come condizione di differenza, di abbandono e di scandalo a segnare la nostra ricerca e gli spettacoli che produciamo. Dopo il successo di Scarpette rosse:
* Hanselmo e Greta, parabola sull’infanzia nelle periferie urbane,
* Piccoli uomini, saga socialfamiliare di tre personaggi, sulla difficoltà di crescere diventando grandi davvero, nell’Italia fra gli anni settanta e gli anni novanta, fra bombe e globalizzazione,
* La macchia di Don Chisciotte che vede in scena l’estrema e irriducibile in-fanzia della follia nel personaggio di Alonso Chisciano,
* Quello della luna, storia beckettiana di attesa e desiderio,
* Pelledoca trasposizione in chiave moderna della fiaba dei fratelli Grimm,
* Microstorie, narrazioni piccole dell’infanzia e per l’infanzia,
* La notte della Buffania, spettacolo di fine millennio sul tema della magia e della festa.
* Ci Pi Ci, o storia di una recita: la recita di fine anno in cui sono protagonisti, fra paure e desideri, un fratello e una sorella,
* un nuovo allestimento di Scarpette rosse interpretato da due giovani attrici della nostra scuola.
* La stanza del nonno, primo episodio della saga Una famiglia di nome…, progetto di spettacoli e laboratori incentrati sulle relazioni familiari, sulle rigidità e sulle paure che le bloccano rendendole difficili e dolorose, sulla possibilità di trasformarle in percorsi evolutivi.
* Del 2002 è lo spettacolo di fantascienza Ladri di baci, del 2003 la narrazione Storia di Ammete, del 2004 il monologo Il bambino che non c’è, del 2005 Il clown e la bambina, spettacolo universale e senza parole pensato per un pubblico meticcio, del 2006 i due spettacoli di narrazione La formicuzza e lo scarrafone e Le ciambelline del re l’uno sull’incontro tra differenze e l’altro sulla necessità di affrontare la vita con una coscienza vigile e presente a se stessa.

2. Progetti
* A partire dal 1984 Ruotalibera promuove, insieme all’ETI e all’Associazione Scenario, Scenario: premio alla giovane drammaturgia.
* Del 2000 sono il laboratorio e lo spettacolo teatrale Stupidi bambini piccoli profeti nell’ambito del progetto per il secondo millennio Per le antiche vie del Teatro di Roma, CRT Centro di Ricerca per il Teatro e dell’ETI Ente Teatrale Italiano.
* Del 2001 il laboratorio Imagine, nell’ambito del progetto di formazione Donna e creazione teatrale ai sensi della Legge 125/91 in collaborazione con il Centro Teatrale Koreja di Lecce
* del 2001/2002 il progetto La periferia come laboratorio di culture in collaborazione con il Centro 6 e con il Comune di Roma Assessorato alla Cultura e Municipio Roma 6
* Dal 2004 la collaborazione decennale con la Biblioteca Centrale Ragazzi del Comune di Roma e il Sistema Bibliotecario della Provincia di Roma, che ha dato vita al progetto Lettura ad alta voce rivolto a tutto il territorio del Comune e della Provincia romana, si è estesa al progetto Nati per leggere cui partecipa anche l’Associazione Italiana Biblioteche.

Dal 1978 la Compagnia Ruotalibera è riconosciuta dal Ministero dei beni e per le attività culturali – Dipartimento dello Spettacolo – Settore Teatro d’innovazione per l’Infanzia e Giovani

Esperienze maturate dall’organismo nel territorio

A. 1997 Una scuola possibile – La Pietra parla Centro diurno per i giovani con sportello di consulenza per i genitori, finanziato dall’Ufficio Servizi Sociali della XVI Circoscrizione, nasce nel 1997 dall’incontro, all’interno di Ruotalibera, di diverse passioni e professionalità (artisti, insegnanti, educatori, pedagogisti, psicologi e psicoterapeuti) accomunate da un forte impegno culturale educativo e civile. La scommessa: dare spazio all’espressione delle contraddizioni e del disagio, gestire situazioni di alta conflittualità e emotività, favorire nei giovani un contatto con sé e con l’altro nella direzione dell’integrità attraverso l’arte, il teatro e la cultura.
Attento anche agli adulti il progetto, attraverso lo Sportello di Consulenza e orientamento familiare dà voce ad una richiesta di aiuto sommersa, che aveva solo bisogno di essere sollecitata e che – per vergogna, timore, difficoltà di relazione, bisogno di intimità – non riusciva a trovare il tramite per entrare in contatto con le Istituzioni. Decentrando gli interventi – vengono coinvolte le scuole medie “Villoresi”, “Fleming”, “Giorgieri”, “Persichetti”, “Monteverdi” – si ottiene di declinare l’azione dello Sportello sul territorio a seconda delle necessità che vanno dall’assistenza psicosociologica individuale al coordinamento e alla supervisione psicologica di gruppi di autoaiuto genitoriale.

B.1999 – 2001 Centro16 – La Pietra parla, ideale prosecuzione del progetto del ’97, nasce alla fine del 1999 (attuazione del progetto scheda 46, Piano cittadino L. 285/97, Centro di integrazione attraverso il gioco con spazio per gli incontri protetti tra i minori e la famiglia). Ancora una volta sono l’arte e il gioco gli strumenti su cui si fonda il progetto socioculturale del Centro: i linguaggi dell’arte per dare forma alla realtà, o alle possibilità della realtà; il gioco come percorso di allenamento alle relazioni e di sperimentazione delle emozioni.
Il progetto pedagogico assume organicamente e sistematicamente a fondamento la pedagogia dell’ascolto così come indagata e praticata dal MCE (Movimento di Cooperazione Educativa).
L’ascolto è lo sfondo che integra, il tessuto che connette, la rete che contiene.

C. Dal 2003 il Centro16 – La Pietra parla (Secondo Piano cittadino L. 285/97) trasformato in Centro di integrazione attraverso il gioco e mediazione culturale con spazio per gli incontri protetti tra i minori e la famiglia riparte. La presenza sempre più numerosa degli immigrati stranieri sul territorio del Municipio ha chiesto un adeguamento dell’intervento che tenga conto di un’infanzia “altra”.

Ad oggi sono ormai più di 400 i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze di diversa provenienza sociale, culturale, religiosa ed etnica (la presenza dei bambini stranieri sfiora il 30%) del Municipio Roma XVI che hanno attraversato il Centro in questi anni partecipando alle attività dello Spazio piccoli, Spazio gioco, frequentando i laboratori. A questi debbono aggiungersi i bambini che hanno usufruito dello Spazio per gli incontri protetti, una quindicina, e tutti quelli che siamo andati ad incontrare nelle scuole nei percorsi di educazione interculturale (circa altri 250).
Con la loro presenza e la loro partecipazione, spesso anche faticosa, ci hanno aiutato a perfezionare il nostro progetto, a renderlo più strutturato e contemporaneamente più flessibile, meglio rispondente alle loro necessità e ai loro desideri.
Il Centro 16 è stato anche luogo di ricerca e formazione per gli operatori e per adulti italiani e stranieri desiderosi di formarsi alla mediazione culturale, si è aperto agli operatori degli altri progetti della L. 285/97 del Municipio XVI e ha accolto tirocinanti impegnati in progetti di formazione della Regione Lazio, laureandi inviati dall’Università La Sapienza e da Università straniere nell’ambito del progetto Erasmus, laureati specializzandi presso l’Università degli Studi di Pisa in Animazione socioculturale.

Esperienze maturate dall’organismo in iniziative simili e /o consimili

A. Centro 6, centro diurno per minori di via Albona angolo via Buie d’Istria (zona Prenestina, alle spalle di Villa Gordiani)
Il progetto, attivo dal ’98 in una delle zone più a rischio del Municipio Roma VI, si rivolge ai ragazzi della fascia 11-18 anni. Dopo essersi affiancato ai luoghi di aggregazione spontanea già presenti sul territorio, il Centro 6 è poi passato a rafforzare e allargare la sua presenza e visibilità attraverso la costruzione di relazioni positive con le realtà territoriali che tradizionalmente accolgono i giovani: Centri sportivi, Parrocchie e, soprattutto, Scuole.
In particolare il rapporto costante di collaborazione con le scuole medie vicine ha portato, nel tempo, gli insegnanti a dar valore al Centro 6 come significativa risorsa del territorio utile non solo a gestire situazioni particolarmente problematiche, ma utilizzabile in maniera sistematica.
Da 7 anni il Centro 6 svolge la sua funzione di facilitatore delle relazioni tra i preadolescenti e gli adolescenti, il mondo degli adulti e le realtà istituzionali (Famiglia, Scuola, Servizi Sociali) e favorisce processi di integrazione fra i giovani del territorio, anche quelli di altre culture, il cui inserimento incontrava, fino a poco tempo fa, l’opposizione di una utenza compatta nella chiusura e nel pregiudizio.
Dal ’99 il Centro 6 ha avviato una rete di relazioni sul territorio – CODA (Coordinamento enti attuatori di progetti per i minori) – non solo con le scuole ma anche con gli altri soggetti del privato sociale, con il Servizio Sociale del Municipio e la ASL, promuovendo cicli di seminari sul tema dell’arte e della cultura come prevenzione del disagio nell’infanzia e nell’adolescenza. Da due anni i soggetti appartenenti al CODA promuovono congiuntamente, nel periodo estivo, un’iniziativa culturale comune dal titolo E…state pronti.
Dal 2003 Centro 6 e Centro 16 prevedono momenti di incontro e di scambio all’interno dei rispettivi percorsi di formazione e autoformazione degli operatori.

B. Lo sguardo dell’altro Ultimo nato, è un progetto a sostegno dei processi di integrazione tra italiani e stranieri finanziato dal Comune di Roma, Dipartimento XIX, Politiche per lo Sviluppo e il Recupero delle Periferie e trova la sua collocazione all’interno del contratto di quartiere del Pigneto nel Municipio Roma 6. Cuore del progetto sono la scuola, luogo di incontro tra differenze, multiculturale per definizione, e tutti i soggetti che nella scuola si muovono, bambini, insegnanti, genitori. Obiettivo far crescere in tutti la disponibilità e la competenza a porsi come facilitatori della relazione tra culture.
Nel progetto sono impegnati come mediatori culturali gli operatori italiani e stranieri che si sono formati in questi anni presso il Centro 16.

 

 

 

 

 

 

nella foto Tiziana Lucattini (presidente) nel lavoro teatrale

3 Responses to “Ruotalibera Teatro”


  1. 1 consultacultura
    13 novembre 2007 alle 8:56 pm

    Ecco Ruotaliberateatro da anni un’associazione portante del lavoro con i minori.
    Benvenute e grazie per la vostra esperienza.

  2. 2 margherita cimnaghi
    19 dicembre 2007 alle 5:22 pm

    trovo il vostro lavoro molto interessante. Avrei intenzione di contattarvi per un festival manifestazione su rodari a manziana.
    Se vi interessa vi prego di rispondermi.
    grazie margherita

  3. 3 ruotalibera
    11 gennaio 2008 alle 9:28 am

    Siamo molto interessati eventualmente a partecipare al Festival.
    Puoi contattarci telefonicamente, così ci conosciamo di persona, ai numeri 06 7615161 – 76984231.
    Grazie e ciao

    PAOLA MEDA
    RUOTALIBERA TEATRO


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