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Nov
07

The Way to the Indies Argillateatri

L’Associazione Teatrale di promozione sociale THE WAY TO THE INDIES – ARGILLATEATRI nasce dall’esperienza di Lanterna Rossa che, -dapprima come centro di aggregazione politica, libreria e biblioteca popolare del quartiere romano Quadraro-Cinecittà, quindi come Teatro Autogestito in continuo confronto e scambio con i maggiori gruppi di teatro politico internazionale- ha rappresentato, negli anni ’70 ed ’80, uno dei primi esperimenti di teatro globale; un progetto di ricerca e sperimentazione di tecniche, filosofie, pensieri, arti, energie, visioni e solidarietà che avevano come fine ultimo la presenza, la comunicazione, la costruzione concreta ed autentica degli strumenti utili alla rappresentazione; ma soprattutto l’affermazione e la dimostrazione pratica che il teatro reale (in quanto fatto di allenamento, tecnica, conoscenza, passione e fedeltà) travalica le doti ed il talento personali e si pone libero dai vincoli di classe, consentendo a ciascuno la possibilità di affrancarsi dalla strada segnata dalle condizioni sociali e dalle abitudini dando modo di trovare in se stessi il materiale umano e creativo utile per conquistare questa indipendenza.
Lanterna Rossa ha portato avanti negli anni un lavoro costante ed in continua evoluzione legato al terzo teatro, un approfondito studio sul lavoro dell’attore, ha organizzato seminari con i gruppi storici del teatro politico e di ricerca (Living Theatre, Odin Teatret, Il Teatro delle Sorgenti, etc.), ha realizzato numerosi spettacoli e manifestazioni incentrati soprattutto sul teatro di movimento, le tradizioni culturali e la presenza attiva nelle strade e nelle piazze.

Nel corso del tempo le necessità degli esseri umani non sono cambiate: libertà, pane, lavoro, e desideri. Sono cambiati -forse- soltanto gli ambiti nei quali c’è ancora bisogno di lottare e di fare sentire la propria voce.
Il teatro rimane il modo più affascinante per raggiungere, colpire, lasciare il segno, con metafore, immagini e simboli, oppure con la nuda verità.

Dal 1990 l’Associazione Teatrale The Way to the Indies prosegue non soltanto idealmente questo progetto visionario e unico, dando vita ad un teatro aperto che racchiude in sé esperimenti ed esperienze; ad un teatro onesto con se stesso e con gli spettatori. Nascono i primi spettacoli di teatro di strada nei quali vengono coinvolti molti artisti di provenienza diversa (Hal Yamanouchi, Paolo Proietti, Salima Balzerani, Cinzia Bastianon, Tony Scott, etc.) che costituiranno, in quegli anni, anche il nucleo centrale della Scuola dei Mimi del Teatro dell’Opera di Roma.
Senza troppe parole, con tante emozioni e con un lavoro originale alle spalle, questo teatro, si avvia quotidianamente verso un traguardo che si manifesta negli attori che vedete rappresentare e rappresentarsi in quanto la sua sfida è quella di consentire a tutti (o di non togliere a nessuno) la possibilità di conoscere ed esperimentare le proprie capacità.
Il nostro è dunque un teatro prezioso perché lavora su poetiche molteplici e sfaccettate; perché rivela che si può guardare contemporaneamente infiniti punti, quanto infinite sono le realtà del mondo e dei mondi; perché sollecita la necessità di libertà, di desiderio e di creazione.
E’ un teatro sempre presente, costante, sicuro. Dove si conserva ciò che deve essere tramandato, ciò che deve resistere, ciò che non si può immobilizzare perché è vivo e immediato.
Qui è possibile cercare motivazioni principi, intenti e ideali utili per raggiungere qualsiasi meta. Iniziare viaggi; prestare attenzione alla fantasia; coltivare la capacità di ribellarsi, di comprendere a cosa ribellarsi…

Gli spettacoli, siano questi rappresentati in strada oppure in teatro, sono la manifestazione di questa idea; sono spettacoli di immediata comprensione, che sanno accendere il fascino, la suggestione, la fantasia. Questa poesia è il modo più diretto e riconoscibile per far scoprire a chi guarda e a chi ascolta, qualcosa che esiste: favole, paure, immagini, linguaggi diversi, libri, realtà quotidiana, disagi, opinioni, disuguaglianze, culture, forza, solidarietà…
Raccontiamo. Raccontiamo ancora. Moltiplichiamo i racconti per non farci prendere dall’abitudine, per lasciare che -almeno i pensieri e le proposizioni- siano sempre un po’ “fuori controllo”.

L’attività di formazione è proseguita nel corso degli anni mediante la realizzazione di un metodo di training dinamico che racchiude in sé gli elementi delle tecniche del “terzo teatro” e del teatro politico, della biomeccanica di Mejer’hold, del teatro orientale e del tai chi chuan, inserite in un lavoro volto ad attivare la creatività e a mettere in luce la sensibilità individuale degli allievi.
Dietro il fiorire di una personalità -dice, infatti, Eugenio Barba- esiste una tecnica del talento, una consapevolezza metodica che permette di creare la propria essenza scenica.
L’attore costruisce i propri mattoni mettendo assieme il suo lavoro, la tradizione (che rappresenta l’origine comune) e la sua stessa presenza fisica e mentale. Ma, per organizzare questi tre elementi e renderli dinamici, l’attore ha bisogno di apprendere alcune tecniche.
Queste tecniche “per un teatro di liberazione” nel nostro metodo sono state integrate grazie all’incontro con i maestri tradizionali di altre arti, adatte a sviluppare la capacità di individuare una personale metodologia del processo creativo (bioenergetica, costruzione ed uso della maschera, commedia dell’arte, mimo clownerie, biomeccanica, acrobatica e giocolerie, massaggi, tai chi chuan, teatro orientale, danza indiana, danze orientali, canto armonico, ritmo e percussioni, arti marziali, tecniche di rilassamento, etc.).

In questa direzione sono stati organizzati, nei primi anni ’90 alcuni viaggi-laboratorio teatrale in India e Tibet volti alla conoscenza di culture diverse, il cui scopo era principalmente imparare le tecniche di base delle performing arts (danza, teatro e musica legate al teatro orientale ed alla ricerca teatrale di Jerzy Grotowski ed Eugenio Barba e che si proponevano di offrire agli attori lo studio “su campo” delle origini di queste discipline teatrali .

Queste esperienze ci hanno consentito di dar vita ad iniziative culturali rivolte alla ricerca e all’approfondimento delle tradizioni delle culture del mondo; dedicate al teatro di movimento, alla ricerca ed alla sperimentazione; destinate a percorsi di scambio, fra le genti, il sapere e le creazioni. Abbiamo inoltre iniziato un percorso di “formazione dello spettatore” con bambini e ragazzi (narrazione, affabulazione, manualità e teatro) coinvolgendoli in laboratori di ricerca ed animazione interculturale che utilizzano linguaggi multipli (teatro, cinema, fotografia, musica, etc.). affinchè -mediante un attento ed affettuoso lavoro di scoperta e conoscenza- possano acquisire gli strumenti e la forza per tracciare la strada di un futuro più sostenibile.

Con l’apertura di ARGILLATEATRI spazio multifunzionale dell’ Associazione avvenuta nel 1996, abbiamo voluto creare un «territorio» teatrale, artistico e culturale dove è possibile trovare passioni, curiosità risposte, memorie, domande, oggetti, libri, immagini, racconti, ricordi, utopie; ed ancora ricerca, sperimentazione, incontro, scambio, linguaggi, scritture, visioni, musiche, accoglienze, movimenti, teorie ,narrazioni, altre culture, poesie, teatro di strada, spettacoli, terzo teatro, formazione, favole, bambini, living theatre, giochi, laboratori, biblioteca, mostre, manualità, viaggi ,scoperte….. Un «contenitore» scarno ed ideale dove offrire possibilità a chi voglia sperimentare se stesso e le proprie idee.

La programmazione del Teatro ha sempre seguito il principio fondamentale di offrire visibilità a chi propone un spettacoli che rientrino nelle linee portanti dell’Associazione; inoltre Argillateatri per dieci anni si è proprosta come punto di riferimento della cultura dell’India a Roma, presentando, almeno due volte l’anno, rassegne di musica, danza e tradizioni dall’ India, artisti ed allestimenti provenienti dal subcontinente indiano o ispirati dalla cultura dell’India.

Con lo sfratto dai locali di Via dell’Argilla, avvenuto nel giugno 2006 dopo una lunghissima battaglia giudiziaria, siè conclusa l’esperienza del “luogo fisico” e si è ricominciato (non senza fatica) un lavoro nomade che comunque rappresenta sempre una grande crescita.

Un grande problema è però costituito dalla Biblioteca ARGILLATEATRI Centro di Documentazione, (che ha le sue radici nell’attività della “Libreria e Biblioteca Popolare” di LANTERNA ROSSA) dove sono conservati tre fondi principali:
FONDO LANTERNA ROSSA ED ARCHIVIO ENNIO MATTIAS – testi, pubblicazioni, fotografie, manifesti ed altro materiale sul pensiero e la storia anarchica accumulato nel corso della vita da Ennio Mattias; inoltre volumi di storia, geografia, viaggi, biografie, filosofia, psicanalisi, antropologia culturale, mitologia, religioni, medicina alternativa, etc.
SPETTACOLO E PERFOMINGS ARTS – testi di letteratura drammatica, saggi di teatro, danza e musica (alcuni di difficile reperibilità), manuali di scenotecnica e scenografia;
TEATRI E CULTURE D’ORIENTE – letteratura, saggi, cataloghi, fotografie, periodici, rassegne stampa, testi in lingua originale ed un vasto archivio (fotografico, audio e video) che documenta i viaggi – laboratorio organizzati dall’associazione in India.
E inoltre testi di letteratura italiana e straniera classica, moderna e contemporanea; studi di politica, religione, filosofia,storia, nonchè manualistica e letteratura per l’infanzia.

Attualmente questo patrimonio di circa 8000 fra volumi, riviste, materiale audiovisivo, foto, VHS e raccolte d’archivio (che nel 1999 è stata riconosciuta dalla Regione Lazio ed ha inoltre ricevuto la denominazione di “Archivio che svolge un ruolo culturale nella Città” per il notevole patrimonio archivistico Ennio Mattias), si trova in un ricovero di emergenza presso un maneggio amico e rischia di andare perso a causa delle intemperie come è già successo ad alcuni importanti materiali antichi provenuenti dall’India.

Nonostante tutto THE WAY TO THE INDIES – ARGILLATEATRI continua a proporsi come un’associazione teatrale libera ed indipendente; un teatro prezioso, dalle poetiche molteplici e sfaccettate; un laboratorio permanente di ricerca, formazione e produzione teatrale attivo negli scambi artistici, nell’ideazione e realizzazione di rassegne, workshop e di progettualità culturali; attenta alle diversità culturali ed impegnata in un costante approfondimento del dialogo sulle arti dello spettacolo, utilizzando ed elaborando materiali fantastici e tecniche teatrali; utopia e resistenza; memoria e trasmissione.

Un bun lavoro è stato portato avanti nel VII Municipio negli anni 1999 e 2000 con la realizzazione di:

VIVALASTRADA Spettacoli di piazza
Locandina manifestazione VIVALASTRADA
AULABUS Tour artistico-culturale fra le testimonianze storiche ed archeologiche del territorio
TUTTI IN PIAZZA Sei giorni di manifestazioni itineranti nei quartieri del Municipio in collaborazione con:
Associazione Amici del Parco, Associazione Club Solidarietà, Ass. Culturale Fancy Moon, Ass. Culturale Guernica onlus, Associazione Iskida, Ass. Culturale Kilimanjaro, Ass. Culturale Teatro e Dintorni,  Ass. Culturale Teatro delle Bollicine, Ass. Naz.le Vigili del Fuoco in congedo, Compagnia Teatrale La Brace, Cooperativa OSA – SS. Pietro e Paolo.
Programma Tutti in Piazza

Animano l’Associazione Teatrale The Way to the Indies:
IVAN VINCENZO COZZI – direttore artistico: Attore, regista, performer, ha scambiato numerose esperienze con i gruppi storici delle avanguardie teatrali (Living Theatre, Odin Teatret). Il suo lavoro è rivolto ad esplorare le possibilità creative ed espressive dell’attore approfondendo le tecniche psicofisiche del teatro occidentale e di quello orientale e sperimentando le energie che contribuiscono alla realizzazione dell’opera.
Ha progettato e realizzato eventi, partecipato a produzioni di Festival e Rassegne nazionali ed internazionali ed ha preso parte a spettacoli televisivi e cinematografici.
Insegna il Tai Chi Chuan che ha appreso dal maestro Grant Muradoff.

ISABELLA MORONI Giornalista, critica teatrale e scrittrice ha collaborato con diverse testate fra cui “Spirali”, “Lei”, “Il Popolo”, “Sipario”; ha curato l’ufficio stampa di alcune rassegne teatrali e musicali; ha scritto testi e realizzato adattamenti teatrali. Ha seguito workshop di teatro e di danza (Yoshi Oida, Lindsay Kemp, Eugenio Barba, Vincenzo Cozzi, Patrizia Salvatori, Isabel Fernandez Carrillo, Nashira Faris, etc.).
La sua personale ricerca è volta a trovare il legame fra le diverse culture e le loro espressioni artistiche, sacre e tradizionali. Le sue parole chiave sono: scrittura, viaggio, memoria.
Ha portato avanti una costante attività di raccordo fra realtà sociali di emarginazione (carcere, ospedale psichiatrico, etc.) e possibilità culturali.
E’ stata organizzatrice del lavoro della compagnia, della programmazione teatrale e del centro di documentazione.


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