Archivio per Dicembre 2007

10
Dic
07

Verbale della 5^ riunione del 6 dicembre 2007

Il giorno 6 dicembre 2007 alle ore 17.00 presso la Sala Consiglio del Municipio Roma VII si è tenuta la 5^ riunione della Consulta della Cultura. 

Alla riunione, presieduta dal Presidente della Consulta della Cultura Nicola Caravaggio e dalla Vicepresidente MariaSelene Guitaldi, hanno partecipato, oltre ai componenti della Consulta risultanti dal foglio firma allegato, parte integrante del presente verbale, l’assessora alla Cultura del Municipio VII dott.ssa Enrica Rossi, il dirigente U.O.S.E.C.S. del Municipio VII dott. Antonio Bultrini, la P.O. dell’Area Programmazione e Coordinamento, dott.ssa Luigia Perini, la responsabile dell’Ufficio Cultura, dott.ssa Antonietta Salvetti, la consigliera del Municipio VII, dott.ssa Michela Di Biase, la presidente della Commissione Cultura del Municipio VII, dott.ssa Cecilia Fannunza, la direttrice del Dipartimento IV° del Comune di Roma, dott.ssa Giovanna Marinelli, la responsabile del Teatro Biblioteca Quarticciolo, dott.ssa Sabina De Tommasi, la responsabile della biblioteca, dott.ssa Rosa De Fusco.

Tramite l’assessora Enrica Rossi, l’assessore alle politiche culturali del Comune di Roma, dott. Silvio Di Franca, comunica che è impegnato nella riunione del Consiglio Comunale e che si rammarica di non poter essere presente ad una riunione a cui premeva partecipare perché consapevole dell’importanza che riveste il Teatro e la Consulta della Cultura, e ribadisce la sua disponibilità ad incontrare tutte le parti in causa in una prossima occasione.

Il Presidente apre i lavori ringraziando i partecipanti la Consulta della Cultura, i dipendenti del Municipio e i rappresentanti del Comune di Roma intervenuti per portare a conoscenza il processo completo della realizzazione del Teatro Biblioteca Quarticciolo, in vista della sua imminente inaugurazione. A tal senso, il Presidente propone un tavolo di confronto per realizzare una valida intesa con il Teatro Biblioteca Quarticciolo, affinché vengano valorizzate, comprese, considerate imprescindibili, nella sua gestione, le politiche e le energie culturali presenti nel territorio del Municipio VII, con la volontà che il Teatro possa crescere al meglio e organicamente con il contesto che lo ospita.

Prende la parola l’assessore Enrica Rossi introducendo i passaggi che hanno reso possibile la realizzazione del Teatro Biblioteca Quarticciolo, cominciati dal 1999 tramite l’allora Presidente del Municipio VII Pino Battaglia, con il reperimento di fondi del Comune e della Provincia di Roma, e della Comunità Europea, destinati a ristrutturare l’edificio dell’ex mercato del Quarticciolo per farlo diventare Teatro Biblioteca Quarticciolo. In particolare un luogo in cui, oltre al teatro, sia presente anche una biblioteca e una caffetteria letteraria, per meglio interfacciarsi con i cittadini del quartiere Quarticciolo e con il territorio della città di Roma. Dopo aver svolto le necessarie adempienze amministrative e tecniche, grazie anche al prezioso contributo dell’Ing. Viola, nel febbraio 2005 viene aperto il cantiere. Nell’ottobre 2007 viene pubblicato il bando per la gestione della caffetteria e vengono allestiti gli arredamenti indispensabili al teatro e alla biblioteca. E’ previsto un periodo di inaugurazione di quaranta giorni, a partire dal 12 dicembre 2007 per arrivare al 27 gennaio 2008, in cui sia il teatro che la biblioteca saranno coinvolti in una offerta variegata di spettacoli ed esibizioni rivolti a grandi e piccini. Sarà a cura dell’assessorato fornire gli inviti in formato cartaceo ed elettronico alle realtà culturali e alla cittadinanza.

Prende la parola la direttrice del Dipartimento IV°, la dott.ssa Giovanna Marinelli, che ringrazia i presenti e ribadisce la volontà di collaborare con la Consulta e sottolinea l’ottima determinazione con il Municipio VII. Illustra il Teatro Biblioteca Quarticciolo, che e’ differente dagli altri Teatri di Cintura del Comune di Roma, proprio per la presenza della Biblioteca di Roma che partecipa alla gestione del teatro, rendendo esplicita la commistione di linguaggi culturali.

Prende la parola la responsabile del Teatro Biblioteca Quarticciolo, la dott.ssa Sabina De Tommasi, che esprime da subito la sua convinzione dell’importanza che il Teatro venga realmente percepito e vissuto da tutta la cittadinanza come luogo pubblico di incontro. Pur constatando le dimensioni del Teatro, con 158 posti, assicura la sua fruibilità ed efficacia, anche grazie alle idee messe in campo dalle realtà culturali territoriali, ribadendo la sua disponibilità a nuovi e successivi incontri con la Consulta. Puntualizza inoltre che l’accesso alla biblioteca e alla caffetteria sarà autonomo rispetto a quello del teatro, restando aperti al pubblico l’intera settimana.

Prende la parola la responsabile della Biblioteca, la dott.ssa Rosa Di Fusco, che sottolinea come la biblioteca, contenente circa 20.000 volumi, riveste uno dei ruoli centrali per diventare il punto strategico, come pure la sala di lettura, utile per ulteriori attività, per offrire il tutto come luogo di attrattiva, pure rispetto ad una programmazioni culturale pensata in questi luoghi come altra centralità.

 L’assessora Enrica Rossi interviene affermando la necessità di osmosi con le realtà culturali territoriali. Prende la parola il presidente dell’associazione culturale The Way to the Indies, Ivan Cozzi, che presenta la sua attività di lavoratore di spettacolo e di cultura, come pure la necessità di poter gestire al meglio la biblioteca ArgillaTeatri – centro di documentazione – che attualmente è depositata in un magazzino presso un maneggio e rischia nel tempo di danneggiarsi rovinosamente. Auspica un’autentica collaborazione con il Teatro e la biblioteca, promossa dall’onestà di un confronto serio e aperto, a danno di sotterfugi e ambiguità, non idonei quest’ultimi a soddisfare la richiesta assetata di confronto che, ad esempio, l’istituto scolastico Giorgi, tramite il suo dirigente, manifesta. 

Prende la parola il presidente dell’associazione culturale Settea, che dichiara subito la sua profonda conoscenza del Quarticciolo e della possibilità che una gestione attenta del Teatro Biblioteca Quarticciolo possa rappresentare un possibile rilancio sociale ed economico per gli abitanti del territorio. Suggerisce di intervenire in maniera programmatica, intersecandosi anche con l’individuazione di opere migliorative della viabilità e dei parcheggi, oltre che ad alcune strutture sempre nel Quarticciolo, come ad esempio la palazzina ex-questura di polizia. Chiede la necessità di poter acquisire i bilanci che il Municipio redige, affinché sia possibile cominciare.

A tal proposito, il Presidente interviene comunicando di aver richiesto al dirigente U.O.S.E.C.S., il dott. Antonio Bultrini, copia del Bilancio Consuntivo 2007 e Bilancio Preventivo 2008, disponibile quest’ultimo entro pochi giorni.

 L’assessora Enrica Rossi sottolinea che la delibera di programmazione culturale sarà disponibile per gennaio 2008. Prende la parola la presidente dell’associazione Tramartis, Maddalena Emanuela Rizzi, chiedendo alla dirigente il IV Dipartimento, dott.ssa Giovanna Marinelli, come e’ strutturata la gestione del Teatro. Interviene pure Errico Bonelli, rappresentante del Centro Culturale Municipale Michele Testa, che sottolinea come molto spesso la gestione delle cose avviene in maniera eterodiretta o localistica, ribadendo la necessita’ di evitare inutili eccessi a fronte di un piu’ eloquente equilibrio, sinonimo di specificita’. Inoltre aggiunge l’importante ruolo che le realta’ culturali rivestono nella opportuna formazione del pubblico, a fronte pero’ di un pure modesto e dignitoso ritorno economico. 

Prende la parola la dott.ssa Giovanna Marinelli, circa la commissione di programmazione, che sostituisce di fatto il ruolo del direttore artistico, non previsto per il Teatro Biblioteca Quarticciolo. La commissione di programmazione e’ costituita dal Comune di Roma, dal Municipio VII, dal Teatro di Roma e dalla Biblioteca di Roma. Rappresenta una sfida da realizzare con la Consulta trovare un equilibrio in questo organismo di gestione.

 Prende la parola il rappresentante dell’associazione Antropos, Remo Pancelli, che spiega l’impegno pluriennale della sua attivita’ nel sociale. Chiede che l’offerta culturale sia pensata in relazione con la popolazione del municipio, ribadendo il suggerimento di Errico Bonelli. Spiega quindi come per lui il Teatro Biblioteca Quarticciolo rappresenta un volano prezioso tra istituzioni e realta’ culturali, e che sia utile evitare burocratizzazioni eccessive. Inoltre aggiunge come nel frattempo la fascia sociale dell’eta’ del disagio si stia abbassando sempre piu’, e di conseguenza quella della prevenzione. Interviene Sabina De Tommasi che ribadisce la disponibilita’ ad affrontare questi argomenti anche in una prossima riunione con la Consulta della Cultura. Prende la parola il vicepresidente del Distretto Scolastico XV^, Nicola Marcucci, constatando il buon andamento del confronto, esprime fiducia e speranza e convinzione che questo e’ un terreno nuovo anche per noi della Consulta, impegnandosi a portare avanti quei valori etici necessari al soddisfacimento dei nostri obiettivi. Interviene il presidente dell’associazione G.B.Studio, Gialunca Bottoni, per sapere se c’e’ l’intenzione di dare un nome particolare al Teatro.Risponde la dott.ssa Giovanna Marinelli che si preferisce lasciare l’attuale definizione, perche’ si vuole identificarlo meglio con il territorio, proprio a voler cominciare a riqualificarlo anche attraverso il nome e cioe’ Teatro Biblioteca Quarticciolo.Approfitta per rinnovare la sua disponibilita’ ad un prossimo incontro per meta’ gennaio 2008, auspicando anche la presenza del’assessore alle politiche culturali del Comune di Roma , Silvio Di Francia, che la sta aspettando in Campidoglio e quindi ringrazia tutti e lascia la sala consiliare. Prende la parola l’assessora Enrica Rossi suggerendo che al prossimo invito bisognera’ evitare sia il lunedì che il giovedì, essendo appunto giornate dedicate alle riunioni del Consiglio Comunale. A tal proposito suggerisce pure di sentire l’assessore Silvio Di Francia per programmare il prossimo incontro. Chiarisce che la sala consiliare del Municipio e’ a disposizione, tranne la mattina e il martedì, tutti i giorni. Prende la parola il presidente dell’associazione Settea, Mario Mossi, che suggerisce di sviluppare un programma di politica culturale del territorio, a partire anche dalla prossima riunione, affinche’ si possano cosi’ individuare i passaggi giusti e coerenti da tenere anche in relazione al Teatro e all’istituto scolastico Giorgi. Luigi Pucci, rappresentante dell’associazione L’Incontro e del Centro Culturale Municipale Lepetit, ribadisce l’importanza di riflettere bene sulla situazione e sui modi di interfaccarsi con le istituzioni. Remo Pancelli, dell’associazione Antropos, ritiene poi fondamentale stimolare le istituzioni come partner per i finanziamenti europei. Il Presidente della Consulta della Cultura invita tutti e tutte alla prossima riunione, che si terra’ presso la sala consiliare del Municipio VII il giorno 13 dicembre dalle ore 17.30, in cui si definira’ la linea guida della politica culturale della Consulta della Cultura. Invita inoltre ad utilizzare sia il blog sia la mailinglist come strumento veloce di scambio di opinioni e costruzione del pensiero comune, promettendo anche di inviare via mail l’elenco delle associazioni della Consulta con i relativi recapiti telefonici. Alle ore 19.20ca, non essendoci altri punti da discutere, viene chiusa la seduta.

Il verbalizzante

Nicola Caravaggio

09
Dic
07

Dalla riunione del 3 dicembre 2007

L’argomento centrale è stato “il Giorgi” e le opportunità che la’Istituto può offrire alle Associazioni del Municipio.

Ivan Vincenzo Cozzi dell’Associazione Teatrale The Way to the Indies, che ha partecipato all’incontro con la dirigenza dell’Istituto Giorgi, racconta cosa è successo.
L’Istituto Giorgi, che sorge fra Viale Palmiro Togliatti e Via Perlasca, di fronte al Teatro Tenda a Strisce e poco distante dal palazzo in costruzione che accoglierà i nuovi uffici del Municipio Roma VII, è di proprietà della Provincia di Roma ed ha interesse e necessità di utilizzare i locali sottostanti le aule che si trovano nei due piani inferiori.

Il primo piano è agibile, con pavimento, luce e servizi igienici, ma senza riscaldamento.
Il secondo livello è invece da completare con pavimentazione, tramezzature, servizi ed impianti elettrici. Si tratta però di uno spazio molto interessante anche perchè indipendente e distante dalle attività scolastiche.

I locali che il Giorgi metterebbe a disposizione delle Associazioni hanno accesso indipendente all’esterno, la metratura disponibile è di circa 600 mq. che in parte l’Istituto adopera come magazzino e che verrebbero invece liberati per fare spazio a nuove attività.

L’Istituto Giorgi, che da anni lotta, contro il degrado della zona circostante (che si riverbera in gran parte sugli studenti che lo frequentano) si è fra l’altro accordato con il Teatro Tenda a Strisce per far avanzare il muro di recinzione dell’Istituto fino a Via Palmiro Togliatti in modo da rendere di difficile utilizzo il marciapiede circostante ed al contempo offrire un parcheggio agli spettatori del Teatro.

L’Istituto Giorgi, aprendo i suoi spazi alle Associazioni tel territorio intende proporsi come polo culturale e realizzare una linea di raccordo fra le offerte delel realtà territoriali e le richieste dell’Istituto.

Ivan Cozzi individua fra le possibili progettualità da offrire al Giorgi quella di uno: “Sportello della Cultura” (dove gli utenti possono rivolgersi per avere notizie e indicazioni sulle offerte culturali sul territorio) e di una Casa delle Associazioni utilizzando gli spazi per musica, pittura, teatro, etc.

Segue una discussione incentrata particolarmente su come ristrutturare gli spazi (e con quali soldi), come gestirli, se esiste la possibilità di chiedere finanziamenti o se occorre affittare gli spazi come generalmente si fa con i bandi triennali di assegnazione degli edifici scolastici per le attività culturali.

In realtà -come ha fatto presente Carlo Gori- occorre un progetto che vada oltre quello dell’utilizzo degli spazi del Giorgi e che possa rappresentare una sorta di “protocollo d’intesa” sulla formazione culturale, che unisca i progetti di utilizzo con il progetto di formazione per la gestione del luogo.
Un progetto pilota che possa poi essere ripreso da altri istituti e che costituisca un modello di interazione fra le scuole e la cultura.

Alessandro Grazia nel frattempo porta la notizia di un appuntamento per il prossimo 11 dicembre con i rappresentanti del Giorgi per definire un accordo e sottolinea come stilare un documento di intesa fra Municipio ed Istituto non sia un’azione sufficiente, ma che anche il Municipio debba pensare ad un progetto allargato che concordi con la Provincia una giornata di forum per discutere della situazione dei giovani nelle scuole.

Nel dibattito si innesta dunque la problematica della scuola che, secondo alcuni, dovrebbe andare di pari passo con quelle culturali.

Si tratta ora di definire quali Associazioni siano interessate ad utilizzare gli spazi del Giorgi eche tipo di apporto può essere pensato e messo in pratica per definire progetti più collettivi.
Occorre individuare, infatti, come lavorare sul territorio, quali sono gli spazi che aiutano a mettersi in relazione con il territorio.
Sempre Carlo Gori  suggerisce che un’azione fatta insieme e sostenuta da tutti rappresenta una politica culturale che dimostri come le realtà culturali del territorio sappiano portare avanti le proprie capacità di lavoro.

Ci si accorda dunque per attendere i risultati dell’incontro con il Giorgi del 11 dicembre e successivamente stilare idee e progetti che potranno essere proposte, discusse ed analizzate utilizzando anche lo strumento blog.

La seconda parte della riunione vine incentrata su come presentarsi all’incontro con l’Assessore Rossi, il Direttore dell’Ufficio Cultura del Comune di Roma, Giovanna Marinelli e con l’Assessore alla Cultura del Comune di Roma, Silvio Di Francia che verranno a presentare il nuovo Teatro-Biblioteca del Quarticciolo.

La maggior parte delle associazioni sono dubbiose sulla possibilità di poter realmente utilizzare il Teatro. L’esempio di Tor Bellamonaca non convince, mentre il “format” di gestione a cui è possibile fare riferimento è quello del Teatro di Ostia.
C’è poi il problema che questo Teatro è stato fatto senza ascoltare le richieste delle Associazioni territoriali e questo fa pensare che nuovamente non verranno prese in considerazione le necessità dal basso.

E’ però difficile prevedere come andrà l’incontro e quali saranno le modalità di gestione che il Comune ha pensato per il Teatro del Quarticciolo e quindi viene proposto un documento da leggere nel corso della riunione con i rappresentanti del Comune.
All’inizio si è pensato ad un documento forte e con delle richieste precise, non è stato però possibile portare avanti un dibattito articolato per mancanza di tempo, così il testo è risultato più interlocutorio così concepito:

“La Consulta della Cultura del Municipio 7 propone un tavolo di confronto per realizzare una valida intesa (e lavorerà con impegno per questo) con il nuovo Teatro Biblioteca  Quarticciolo, affinché vengano davvero valorizzate, comprese, considerate imprescindibili, nella sua gestione, le politiche e le energie culturali presenti nel territorio del Municipio 7, con la volontà che il teatro possa crescere al meglio e organicamente con il contesto che lo ospita.”

05
Dic
07

Un documento ed una riflessione sui “teatri di cintura” – UnAmletoditroppo

Impegnata in lavori che la tengono lontana dalla Consulta, al Compagnia UnAmletoditroppo ha voluto contribuire alla discussione che prende in esame la questione dei cosiddetti teatri di cintura, e quindi anche il nostro nuovo Teatro del Quarticciolo, con un documento che induce a qualche riflessione e dà un primo contributo su un argomento che probabilmente farà capo ad un prossimo costituendo gruppo di lavoro.

Come al solito sono benvenuti i commenti e la discussione (per leggere i commenti basta cliccare su “commenti” nella barra sotto il titolo)

Spesso, troppo spesso sentiamo parlare delle enormi difficoltà e degli annosi problemi che il teatro deve affrontare per sopravvivere.
Maledetti soldi non ce ne sono mai abbastanza!
Ma è davvero solo una questione di soldi?Crediamo che per risolvere un problema prima di applicare il rimedio è indispensabile fare una riflessione seria sulla natura del problema.
E’ anche una questione di soldi!
E lo sanno bene tanto le piccole quanto le grandi compagnie.
Noi siamo una piccola realtà teatrale indipendente, nel senso che il nostro teatro ce lo autoproduciamo.  Il che non ci rende degli eroi tantomeno dei martiri. Semplicemente ci sta bene così! E questa lettera  non vuole avere il tono della protesta ma semplicemente dare, tramite la nostra testimonianza,un contributo alla riflessione.

Attraverso l’esperienza diretta siamo giunti alla conclusione che la difficoltà maggiore con cui le piccole compagnie devono scontrarsi è l’assenza di interlocutori in carne ed ossa. Purtroppo abbiamo  constatato spesso e volentieri l’inadeguatezza dei teatri stessi ad assolvere a questa funzione vitale per il Teatro.

Se si vuole promuovere uno spettacolo verrebbe da pensare che i luoghi più probabili a cui rivolgersi siano i teatri. Questo secondo la logica del buon senso.

Certo essere giovani o indipendenti non è necessariamente sinonimo di qualità, lo sappiamo bene; ma fa una certa rabbia quando un direttore artistico ti ignora senza che si sia preso la briga di capire che tipo di lavoro fai. E magari quello stesso direttore te lo ritrovi ai pubblici convegni a esigere dalle istituzioni che si faccia qualcosa per il teatro,per i giovani (che intanto hanno quarant’anni ) e per la cultura in questo paese.

Bisogna avere una pazienza tenace e il nostro lavoro per sua natura ce lo dimostra, e nonostante tutto bisogna coltivare sempre il desiderio di ascoltare, conoscere  e mettersi in gioco con la maturità dell’esperienza e con l’energia vitale di ogni prima volta.

Parlando della politica culturale che il Comune e capillarmente il Municipio sul territorio attuano anche attraverso i finanziamenti, ci sembra rilevante un corto circuito che si genera tra intenti e attuazioni.

Quando un’istituzione si fa garante di un progetto, sostenendo i suoi contenuti, si dovrebbe far garante di un processo che prende forma, e non di un finanziamento tout court. Altrimenti il rischio che si genera è quello di perdere la connessione tra contenuto e contenitore.

Facendo un esempio:
Quest’anno il comune di Roma sostiene con 46.000 euro  un Teatro privato per un progetto  di una rassegna di nuova drammaturgia contemporanea. Otto compagnie sono  presenti in cartellone come  progetto speciale.Una sola riceverà un contributo di 6.000 euro, le altre sette  divideranno gli incassi  in percentuale con il teatro.

Sappiamo per certo che alcune di queste compagnie non erano neppure a conoscenza del finanziamento percepito dal teatro grazie a loro, ma anche dopo averlo saputo hanno accettato di barattare queste condizioni  in cambio di una visibilità.In quanto artisti ci sembra eticamente discutibile un simile atteggiamento, soprattutto da parte di un teatro sovvenzionato, e questa perdita di credibilità rischia di estendersi alle istituzioni .
Sappiamo perfettamente che un Teatro ha molte spese da sostenere, cosi come è chiaro che la responsabilità di simili meccanismi è anche dei teatranti.

Allora si salvi chi può!

Se parliamo dei Teatri direttamente voluti dalle Istituzioni o da Enti pubblici il progetto  Teatri di cintura, esperienza elaborata e complessa, importante e in continuo divenire, non può essere visto che come una grande officina composta da più officine sui territori. Indubbiamente ogni realtà risponde a esigenze assolutamente specifiche al suo contesto, ma i frutti di ogni singola esperienza devono servire per continuare ad elaborare strategie comuni.

Se il Teatro è un contenitore vivo e svolge il suo ruolo alto d’istituzione, se la Direzione Artistica non si limita a scegliere  spettacoli ma si fa portatrice di una politica  capace di offrire concrete opportunità di crescita culturale, sociale, artistica per i cittadini, allora si che i teatri assumono in pieno la responsabilità e la funzione di tramite e di interlocutori.
Ma quando ciò non avviene e quelle potenzialità sono destinate a rimanere sulla carta, i teatri finiscono con l’avere la stessa utilità di un ufficio informazioni sempre chiuso.

Riteniamo ad esempio che la particolarità di gestione del Teatro del Lido da parte della Commissione di Programmazione sia veramente distante da una logica di confronto e scambio diretto, divenendo anzi  un filtro alle volte comodo.

Non è possibile valutare un lavoro o una proposta semplicemente sulla base del materiale cartaceo.
Ma purtroppo la procedura stranamente non prevede di poter incontrare fisicamente o anche telefonicamente i responsabili del Teatro.
Quindi l’incontro avviene solo burocraticamente a mezzo posta, lì dove chiaramente  non si ha conoscenza diretta dei responsabili.

Forse è l’ora di introdurre nel mondo teatrale il concetto di pari opportunità.

Riteniamo che i teatri debbano assumersi sul serio il ruolo di punti di riferimento per altre realtà teatrali e non solo. Ma poiché spesso le logiche dei teatri sono tutt’altro che fondate su presupposti artistici ciò che ne consegue assume sfumature grottesche per non dire disastrose. La qualità di un teatro non necessariamente passa attraverso la quantità di biglietti staccati in un anno.

Ma sappiamo perfettamente che anche l’economia di un Teatro, e la sua capacità di essere realtà quanto più autonoma possibile, sono parametri di sana e robusta costituzione.
Ben vengano i rinomati direttori artistici, ben venga la risonanza su un intero territorio cittadino di una politica culturale decentrata ….Alle Istituzioni chiediamo di essere altrettanto attente e garanti  dei contenuti così come dei contenitori.

           “Se il Teatro consister solo dovesse nell’ingoiare una colazione di latte, due pasti più o meno succulenti, dispersi più per l’ingordigia dell’esistenza che per il bisogno vero e proprio ed effettivamente sentito, direi della inutilità del Teatro stesso; ma siccome questo ci dà la bellezza del passato, la tristezza del presente e la speranza dell’onesto domani non egoisticamente inteso, esso è per i nostri figli….
…una speranza.”

05
Dic
07

l’unione fa la forza: Maddalena Rizzi

Domani, fatidico incontro con le Autorità!!!!! voglio ricordare a tutti che sta girando un documento scritto durante la riunione di lunedì dove si fa presente il desiderio e la volonta’ delle associazioni di partecipare ad un tavolo di trattativa con il municipio e Il teatro di Roma sulla questione Quarticciolo (nel documento ho aggiunto queste parole, come modifica spero possa andare per tutti l’ho sritto nella casella di posta). Credo importante essere compatti (avremo tempo poi per discutere tra di noi di come attivamente parteciparvi) perchè questa questione darà forza al movimento delle associazioni anche su altre questioni, se siamo insieme e contiamo e non ci facciamo monopolizzare possiamo essere una voce vera di dialogo anche sulla questione più ampia della programmazione di tutte le altre attività culturali del municipio. Pensando a quello che mi ha detto Carlo Gori: “a te che sei attrice che ti importa decidere del programma del teatro?”, ho riflettuto e credo che potrebbe essere un modo “visibile” per agire sul territorio, tutti noi lo facciamo chi da più chi da meno tempo, ma credo sia una grande opportunità quella di usare uno spazio visibile per dialogare col territorio, tra di noi e farci nutrire da un movimento che ha una voce comune.

grazie buon lavoro

04
Dic
07

La progammazione culturale dell’anno appena trascorso

 In attesa di avere, almeno a grandi linee, la programmazione delle attività culturali che il Municipio Roma VII vorrà portare avanti nel prossimo anno, riguardiamo con attenzione quello che è stato proposto, detto, fatto e speso nel 2007.

programmazione culturale 2007

Chiunque abbia commenti da fare o storie da raccontare su come questi eventi siano stati realizzati e con quale risultato, è benvenuto.
Così avremo del materiale su cui impostare le nostre proposte politiche per la nuova programmazione.

Ricordo a tutti che nella riunione di ieri (della quale a breve avremo un resoconto sul blog) è stata affrontata sia la questione degli spazi messi a disposizione dall’Istituto Giorgi (chiunque abbia intenzione di usufruirne può partecipare all’incontro di martedì 11 dicembre), sia quella dell’incontro con l’Assessore Di Francia, il Direttore Marinelli ed il Municipio VII che si terrà giovedì prossimo per la presentazione del nuovo Teatro del Quarticciolo.

Infine, mi è capitata questa notizia.
C’è qualcuno che ne sa di più?

02
Dic
07

Riunione di giovedi 6 dicembre 2007

L’assessora Enrica Rossi mi ha comunicato che nella riunione fissata giovedi 6 dicembre interverra’, oltre alla responsabile del IV Dipartimento Giovanna Marinelli,  anche l’assessore alle politiche culturali del Comune di Roma Silvio Di Francia.

Un caro saluto, a domani pomeriggio

Nicola Caravaggio