Archivio per 22 Novembre 2007

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CODESS CULTURA Società Cooperativa : un’organizzazione al servizio dei beni culturali

Lavorare nella cultura e per la cultura può essere un’”impresa”. La Cooperativa Codess Cultura opera da oltre vent’anni nel settore dei beni culturali, annoverando fra le sue più qualificate ed apprezzate attività i servizi rivolti ai musei, alle biblioteche e agli archivi (gestione di servizi a tutti i livelli, gestione integrale strutture, custodia, ordinamento e catalogazione, formazione e didattica). La Cooperativa gestisce inoltre informazione e servizi anche in ambito web e multimediale, eventi congressuali e fieristici.

I servizi alle biblioteche (dalla loro gestione al trattamento del libro moderno, antico e manoscritto, attraverso l’impiego di personale specializzato e qualificato) costituiscono un’area di attività fondamentale per Codess Cultura, che conta fra i suoi committenti biblioteche nazionali, comunali, universitarie, pubbliche e private ed istituzioni prestigiose, quali la Fondazione Scientifica Querini Stampalia Venezia, l’Accademia di Santa Cecilia a Roma e la Scuola Normale Superiore di Pisa.

Per statuto una cooperativa “deve essere retta e disciplinata dai principi della mutualità senza fine di speculazione privata”: questo principio è parte integrante della organizzazione e dello stile di lavoro di Codess Cultura. La persona ed il suo lavoro sono gli elementi che creano la Cooperativa e  in quest’ottica Codess Cultura ha iniziato un percorso finalizzato ad evidenziare il livello etico dei propri comportamenti. La Cooperativa ha perciò adottato un sistema di gestione costruito sulla “Responsabilità sociale”, con l’adozione di una “Carta etica” e la costituzione di un “Comitato etico”.

La pluriennale collaborazione con enti pubblici e privati, sempre finalizzata al miglioramento dei servizi culturali, ha contribuito a sviluppare notevolmente le attività di Codess Cultura e la sua presenza sul territorio, fino a farle assumere una posizione di rilevanza nazionale nell’ambito delle cooperative e delle società in genere operanti nello stesso settore.

I principali servizi svolti sono attualmente organizzati sulla base delle seguenti aree specifiche:

  • Musei
  • Front-line e custodia
  • Biblioteche
  • Archivi
  • Formazione
  • Ricerca
  • Servizi di informazione
  • Web e multimedialità
  • Eventi congressuali e fieristici
  • Didattica

La Cooperativa gestisce le proprie attività attraverso diverse sedi operative, territoriali, correlate alle principali aree geografiche di intervento: Venezia per i servizi dell’area nord est, Torino per l’area nord ovest e, recentemente, Roma per lo sviluppo delle attività nel centro e sud Italia.

Tutte le attività di Codess Cultura hanno ottenuto la certificazione etica secondo le norme SA8000 e la certificazione di qualità ISO9001.

La sede di Roma
Nel 2004, in seguito a fusione, la Cooperativa romana di servizi bibliotecari e archivistici INCIPIT è entrata a far parte di Codess Cultura, portando con sé il patrimonio delle proprie prestigiose collaborazioni con importanti enti culturali; da allora Codess Cultura può contare, nella capitale, su una sede operativa e una rete di soci e collaboratori di grande esperienza e professionalità.

La INCIPIT era nata nel 1996, per iniziativa di un gruppo di giovani paleografi, codicologi, diplomatisti, archivisti, biblioteconomi, filologi e storici, tutti specializzati presso le prestigiose scuole vaticane di Paleografia, Diplomatica e Archivistica e Biblioteconomia, di Specializzazione per Conservatori di Beni archivistici e librari della civiltà medievale dell’Università di Cassino e Speciale per archivisti e bibliotecari dell’Università di Roma “La Sapienza”.

La diversificazione delle competenze e la particolare attenzione all’accuratezza scientifica consentirono alla Incipit di svolgere con il medesimo impegno e successo  incarichi di catalogazione e di valorizzazione dei beni librari e archivistici così come ricerche storiche e produzioni scientifiche di alto profilo. Tra le sue attività la Incipit annoverava un’apprezzata attività di formazione, attinente allo studio e alla catalogazione dei beni librari (manoscritti o a stampa) e svolta da docenti altamente qualificati.

Fra i committenti della sede romana:
Museo storico nazionale dell’Arte Sanitaria (Roma); Biblioteca Casanatense di Roma; Biblioteca Universitaria di Genova; Biblioteca Monumento Nazionale dell’Abbazia di S. Maria di Farfa ; Biblioteca Angelica di Roma; Dipartimento di Filologia e Storia dell’Università degli studi di Cassino; Biblioteca Lancisiana di Roma; Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze; Istituto Centrale per il Catalogo Unico e le informazioni Bibliografiche (ICCU); Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli; Biblioteca Musicale Governativa del Conservatorio di Musica “S. Cecilia”; Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto; Biblioteca Palatina di Parma; Fondazione Luigi Einaudi; Banca d’Italia – Sezione Consulenza Legale; Amnesty International – Sezione italiana; Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma; Istituto di Studi Rinascimentali di Ferrara; Unione Romana dell’Ordine di Sant’Orsola; Società Romana di Storia Patria ; Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia Romagna (Bologna).

NAFTALI –  Sezione didattica di Codess Cultura     
Nel 2004 lo staff impegnato nella progettazione e mediazione culturale si è costituito in una sezione didattica, denominata Naftali – dal nome del narratore protagonista del libro di Isaac Singer – , attiva oggi presso le tre sedi di Venezia, Torino e Roma.

La sezione di Naftali propone a biblioteche, musei, scuole e famiglie: workshop di letture ad alta voce, progettazione e realizzazione di attività di promozione della lettura, letture animate, laboratori didattici, visite guidate e percorsi culturali. Offre inoltre consulenza per l’ideazione e la realizzazione di percorsi formativi per operatori del settore culturale, educativo e sociale e di materiali didattici (libretti, guide, CD Rom, segnaletica) per musei, eventi culturali o percorsi scolastici.

Naftali  intende offrire e promuovere progetti didattici dai contenuti culturali ed etici altamente qualificati, fondando altresì le sue attività sul principio del divertimento sano ed istruttivo. Un importante filone didattico che Naftali intende promuovere – in particolare la sezione di Roma – è  l’”Educazione alla pace, ai diritti, alla multiculturalità“.

Le iniziative di Naftali muovono tutte da solidi presupposti educativi e dall’interesse per il mondo dei bambini e dei ragazzi,  in cui tanto gli ideatori delle iniziative quanto i loro effettivi realizzatori credono fermamente, tanto da lavorare costantemente ad affinare e verificare le tecniche e i metodi e a rinnovare i repertori.

Il coordinamento delle attività, la loro ideazione e programmazione, la selezione delle letture, la predisposizione dei materiali didattici e, infine, la realizzazione delle attività sono curati da un affiatato e nutrito gruppo di lavoro, caratterizzato da una lunga e significativa esperienza nel settore, in continuo fermento ed evoluzione.

Nel 2006 la sezione romana di Naftali inaugura le sue attività annoverando, fra le sue proposte, iniziative e progetti rivolti prevalentemente al pubblico dei bambini e dei ragazzi.

Ricordiamo in proposito:

  • L’istituzione e l’apertura al pubblico di una Biblioteca virtuale, dai cui scaffali, suddivisi per temi ed età, si può attingere per la realizzazione di incontri di letture ad alta voce accompagnate da attività ludico-didattiche intese a sviluppare le capacità di ascolto, la creatività e la fantasia degli auditori e ad indurre in modo semplice e naturale l’interesse (e, perché no, l’amore) per la lettura;
  • Il laboratorio “Penna, calamaio e… fantasia!”( la prima edizione nella primavera del 2007 e la seconda attualmente in corso) presso la libreria per ragazzi Il brucalibro di Roma. Il laboratorio rivolto a bambini dagli 8 ai 10 anni mira a sviluppare la fantasia dei partecipanti e fornisce loro degli spunti per dei giochi di scrittura creativa.
  • Il progetto “A lezione di… diritti!” con il patrocinio e la collaborazione di Amnesty International rivolto alle scolaresche di IV e V elementare. L’iniziativa prevede la lettura integrale del testo di R.Piumini “Lo zio diritto” ad opera dell’”Illustrissimo Professor Baldassarre Gastolfo Arcibaldo De Dirittis Infantilibus, accompagnato da illustrazioni realizzate con l’utilizzo di una lavagna luminosa e la spiegazione nonché divulgazione de “Il gioco dei diritti” (prodotto da Codess Cultura e patrocinato da Amnesty International), un gioco da tavolo simile al gioco dell’oca le cui caselle sono costituite dagli articoli della Convenzione sui diritti dell’infanzia. Tale attività didattica è già stata sperimentata con successo in occasione di due incontri con gruppi di studenti di quarta e quinta elementare a Roma, il 22 novembre 2006 presso la Biblioteca Flaminia (in occasione della Giornata dedicata ai Diritti dell’Infanzia) e il 28 marzo 2007 presso la scuola statale “Principe di Piemonte”: iniziative finanziate dal gruppo 2 di Amnesty International di Roma.
  • Il progetto “Divertiamoci in biblioteca” in collaborazione con la compagnia di teatro per bambini La cicala in bicicletta che prevede un ciclo di spettacoli di attori, burattini e puppets realizzati dalla compagnia seguiti da relativo laboratorio manuale, curato da Naftali. Gli spettacoli in repertorio sono: “I capelli puzzolenti della Principessa Mafalda”- “L’impossibile storia di Pinocchio” – “Le avventure di Ravanella e Cipollino” – “Il 1° Festival della canzone cicalese” – “Liberi tutti!”.
  • Sempre in collaborazione con la compagnia di teatro per bambini La cicala in bicicletta e sul tema dei diritti, Naftali è presente sul catalogo di “Città come scuola” per il biennio 2006/2008 con il progetto “I diritti dei bambini… tra giochi e burattini” con il codice H6 (sezione cittadinanza attiva).
  • - Nel luglio del 2007 le operatrici della sezione romana di Naftali hanno gestito le attività di letture ad alta voce e laboratori didattici all’interno del campo “Figli si nasce, genitori si diventa”, svolto per famiglie con figli fino ai 12 anni presso il Centro Ecumenico Agape in provincia di Torino. Durante questo campo sono state sperimentate delle attività di drammatizzazione di fiabe lette insieme ai bambini, che verranno riproposte a partire da gennaio 2008 con il titolo “Le fiabe animate” presso la sede di Officina Dinamo di Roma (quartiere Pigneto). Gli incontri, con cadenza mensile, saranno rivolti ad un pubblico di giovanissimi dai 6 ai 12 anni.
  • - “Poesie per palati fini”, incontro culturale ed enogastronomico, per promuovere l’avvicinamento alla lettura ed alla poesia secondo un approccio conviviale e gradevolmente leggero (Castro dei Volsci, 23 agosto 2006).

Dal 2005 Naftali ha avviato presso la sede veneziana la collana editoriale I quaderni di Naftali, pubblicando (per le descrizioni dettagliate, cfr. sito http://www.naftali.it/):

1. Soprattutto tatto, testi a cura di Erica Peron e Irene Martini, Venezia, Codess Cultura Ed., 2005. Quaderno didattico dedicato ai laboratori sul tatto.
2. Lunario. Giocando con le feste ebraiche, testi e giochi a cura di Simonetta Lazzaretto, Venezia, Codess Cultura Ed., 2005; testo per bambini dedicato alla cultura ebraica.
3. Il sogno lascia il segno, testi e giochi a cura di Erica Peron. Progetto a cura di Naftali. Venezia, Codess Cultura Ed., 2006

Per ulteriori approfondimenti sulle attività della Cooperativa è possibile consultare il sito internet http://www.codesscultura.it/

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CENTRO CULTURALE MUNICIPALE MICHELE TESTA

Questo centro nasce con le prime esperienze di decentramento amministrativo da cui, dalle ceneri della vecchia Delegazione comunale, nacque la VIIª Circoscrizione.

Sono Alessadro Grazia ed ho l’onore di rappresentare fisicamente, come attuale Presidente, la continuità sostanziale con  chi ha preceduto l’attuale C.d.G., dal Prof. Marcucci e Carlo Gori alla Sig. Rita Mattei, dal Sig. Mario Brunori al Sig. Nardiello Tonino ed a numerosi altri di cui ora mi sfugge il nome, le cui intuizioni ancora vivono grazie agli attuali componenti del Comitato di Gestione, Sigg.ri Luciano Piperno, Giuseppe Farinaccio, Enrico Bonelli, Antonio Castronovi  e Agostini Piero.

Il Centro, nella fase attuale, si pone volutamente come elemento di raccordo sinergico e di sintesi tra il più ampio e complesso movimento culturale presente nella zona.
In questa direzione è stato presente nelle maggiori iniziative ed eventi sviluppati negli ultimi anni nel VII° Territorio di Roma.

Ritengo utile non addentrarmi in una elencazione delle iniziative svolte, peraltro già richiamate in pubblicazioni o in siti internet, ma, al fine di avviare una discussione che non può essere che proficua, presentare uno dei principale elementi  teorici di base sulla cui elaborazione agisce il Centro culturale, anche e soprattutto in rapporto alla valorizzazione delle esperienze socio-culturali che, via via, sorgono nel nostro territorio.

Il linguaggio della periferia
Da quando la preistoria è divenuta Storia, le espressioni culturali dei consorzi umani hanno percepito l’evolversi della città come un continuo sommovimento innovativo capace, oltre che di garantire sicurezza e benessere, anche di soddisfare nell’immaginario collettivo, specialmente negli ultimi due secoli, il bisogno continuo di nuove mitologie in quanto luogo reale, fisico, immediatamente percepibile della società in trasformazione e quindi, in questa continua mutazione essere, archetipo e sintesi di ogni creatività artistica.
Anticipando i tempi delle effettive e comunque non generalizzate trasformazioni socioeconomiche prodotte dall’industrializzazione e dalle scoperte tecnologiche, i futuristi descrivevano, mitizzandola, una metropoli unitariamente industriale, un organismo tentacolare freneticamente proteso nel suo divenire eternamente positivo.
Mai una prospettiva di un futuro possibile si è dimostrata così fallace, almeno nelle sue connotazioni globali.
I sommovimenti socio-culturali iniziati a metà del secolo scorso ed ancora non conclusi, trovano una diretta corrispondenza nell’enorme processo di destrutturazione e ricomposizione delle immense periferie suburbane, ancora oggi campagna non più campagna – città non ancora città, dove non è più una corrente lineare di pensiero dominante a governare la trasformazione ma è l’opera dei  singoli; un continuo operare e trasformare  privo di ogni legame progettuale, implicitamente anarchico e sostanzialmente già post-moderno, che via via, con le infinite baracche/ville sorte spontaneamente e dotate di sala hobby e antenna satellitare, è andato a sostituire gli archetipi architettonici fino allora basati sulle mitologie classiche o rinascimentale; un magma dove convive l’orrendo e l’informe ed il suo opposto; luoghi/non luoghi dove viene esclusa ogni possibilità di relazioni umane, i cui usufruitori/vittime sono tutti raggrumati intorno ad una rappresentazione dolente e pessimistica del presente e del futuro.

Negli stessi anni di questo tumultuoso sviluppo, in Italia si progettavano e costruivano Tor Bella Monaca, Corviale, Via Morandi, lo Zen di Palermo, esempi di architettura funzionalistica  che, fatalmente, sarebbe stata travolta  da trasformazioni poste in essere dagli stessi a cui quei manufatti erano destinati. Rivelandosi inadeguati ed incoerenti con gli ambienti circostanti e alieni alle stesse modalità di vita degli assegnatari, quegli agglomerati furono in parte modificati ed in parte abbattuti, tutte operazioni e trasformazioni che, di fatto, ne hanno modificato sostanzialmente l’uso a cui quei moduli abitativi, commerciali e sociali erano destinati, trasformando anche le stesse modalità relazionali tra gli esseri umani che li abitavano, a tal punto che  quei contesti sociali si sono trasformarti nell’avanguardia di una  nuova organizzazione socio-tribale, quasi un nuovo ed originale medio-evo, precursore dell’involuzione in atto nel più largo contesto sociale delle periferie.
Solo nei primi anni ‘80 si inizia a discutere di quanto era già accaduto; e debbono passare almeno altri due decenni per comprenderne gli effetti dirompenti oggi sotto gli occhi di tutti, per  comprendere come, una sorta di spurio movimento popolare post-moderno, per anni totalmente ignorato dalle culture dominanti, aveva trovato una sua originale strada per affermarsi in Italia. Solo oggi, e ancora non da tutti, si  comprende pienamente  l’entità e la vastità di quanto sta succedendo nelle estreme periferie delle grandi città italiane: una mutazione informe e anarcoide dei luoghi, delle cose e degli esseri umani che hanno cambiato il volto delle città italiane e la vita delle persone.

Da questo popolo e da questi luoghi nascono  i nuovi linguaggi della periferia; da questo popolo e da questi luoghi nascono i nuovi  artisti che ne interpretano i simboli.